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Tecnica di stampa alla GOMMA BICROMATA
 
I principi su cui si basa questo tipo di stampa risalgono al 1855,  e si fondano sulle acquisizioni del chimico francese Alphonse Louis Poitevin.

Il processo vero e proprio, messo a punto intorno al 1856, dall'inglese John Pouncy, resta praticamente inutilizzato fino alla fine del 1800, quando è  ripreso da Alfed Maskell e da Robert Demancy  che lo chiamano ACQUATINTA, per il colore assunto dall'acqua di spoglio.

I componenti principali sono: la gomma arabica (ricavata dalla resina dell’acacia), e il bicromato di potassio, più un pigmento, aggiunto per colorare l’emulsione.

Con questi composti viene prodotta un’emulsione sensibile alla luce, che viene stesa sulla carta, successivamente viene appoggiato sulla stessa, un negativo a grandezza reale dell’immagine che vogliamo riprodurre quindi si illumina il tutto con una lampada. Infine, tolto il negativo, la tavola viene messo in una vasca piena d’acqua.  Dopo alcuni minuti,  sulla tavola appare l’immagine positiva della foto.

Le immagini non sono mai ritoccate, il  risultato finale e’ determinato solamente dalla tecnica usata.

Con questa tecnica si soddisfa il desiderio di utilizzare mezzi creativi svincolati dallo standard delle stampe di laboratorio.

Nella sua apparente semplicità, la stampa alla Gomma Bicromata richiede pazienza, dominio della tecnica, manualità e creatività.